Jul 30

Antonio Bergero (Rockerilla and more...) Aprile 2014

SONGS ABOUT LOU

Succede che, ad un tratto, muore Lou Reed. Stai pensando a tutt’altro, sei impegnato nel registrare un disco di bluesadelic rock’n’roll che, sì, deve molto anche a lui, ma non era contemplato parlarne. E allora suoni, suoni come fai da vent’anni, ed infine il risultato è che questa storia l’hai raccontata proprio a lui. Così nasce Songs About Lou, dove Les Trois Tetons si cimentano in un album che rappresenta un’ulteriore conferma, di quelle che spiazzano: si può diventare una band di riferimento della musica analogica senza perpetrarne l’arroccamento nostalgico. Non è cosa da poco nel duemilaquattordici. Tredici tracce vive e selvagge come non mai, dove Le Trois Tetons sentono il rock come un vestito che calza loro a pennello e seguono stilemi utili ad esprimere solo concetti propri, con uno stile musicale che è una Bibbia dalle radici nere. 
Sappiate che anche quando sparano una cover, questa diventa un pezzo loro, che trasuda dal sudore di Zac mentre balla seminudo come un forsennato e dalle corde di ogni nota uscita della chitarra di Barbon, praticamente una scultura umana panspirituale di Young, Page e Billy Gibbons.
Ma questo ve lo lasciamo sperimentare a voi andando, rigorosamente muniti di birra fresca, con il naso sotto il loro prossimo palco, dove è garantito che le vibrazioni vi faranno alzare le suole e pensare a due cose: uno, devo ascoltare di più Albert King. Due, Les Trois Tetons non ti tradiscono mai.

 

Antornio Bergero