Il loro primo amore dichiarato sono i Rolling Stones, e si sente: certo non è facile sfidare il carisma della voce di Mick Jagger o i riff di chitarra di Keith Richards, e forse in questi casi è sempre meglio tirare fuori la propria, di personalità vocale senza voler scalzare il maestro dal trono ma proponendosi con originalità e personalità. Ed è il giusto percorso scelto dal loro cantante Zac, ma il suono slabbrato, elettrico, caldo, polveroso e ipnotico al punto giusto dimostra che hanno imparato bene la lezione della mitica band inglese. Curioso però che un gruppo che si rifà al rock che più rock non si può scelga un nome in francese: parliamo dei Les Trois Tetons che domani sera si esibiranno sul palco del Nota Bene Live di Rapallo.
Questo giro di date di cui fa parte il concerto di domani è per presentare il loro ultimissimo lavoro di 11 tracce, autoprodotto, intitolato “A Pack Of Lies”, album del quale si è interessata anche la stampa specializzata con lusinghiere recensioni definendoli uno di quei “gruppi che riescono a catturare quelle sensazioni che stanno alla base del rock puro, con immediatezza tale da catapultarti subito in un’altra epoca”. Qui la passione per gli stones si sente, eccome, in brani come Spy e soprattutto Long Tall Mama, ma negli altri pezzi i Tetons sanno fondere in modo personale le altre loro fonti di ispirazione, da Neil Young a The Band, fino ai Clash, di cui si coglie qualche eco nella bella Disappear.
Il limite qui, se c’è, è il destino: essere nati a Savona e non a Seattle. Ma crescere con i propri miti sullo stereo può dar vita ad alchimie inattese: la voce di Zac, in Useful Servants, per esempio, oscilla in una sorprendente “terra di mezzo” tra Jagger e Jim Morrison.
Louis Lunari